Cinema

Progetto “La Storia di un Italiano”

 

L’ultima stagione di Cinestorielive è stata dedicata al grande Alberto Sordi in diretta su Radio Social Web, un progetto dell’Associazione di Volontariato aroruA che con la Mediateca Regionale Pugliese ha presentato un ciclo di incontri intitolato ”La storia di un Italiano”. La rassegna, organizzata dall’Associazione è stata realizzata con il sostegno di Apulia  Film Commission e Regione Puglia, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia CSC – Cineteca Nazionale, il Politecnico di Bari e con il patrocinio di Rai Puglia.

Il 6 febbraio 2019 è iniziato ufficialmente il ciclo di proiezioni dei 37 episodi della serie televisiva di Alberto Sordi, “Storia di un Italiano”. Ogni proiezione è introdotta e condotta da Benedetto Gemma e Guerino Amoruso che, in diretta su questo portale culturale, raccontano la vita e le opera del grande Alberto Sordi con aneddoti, interviste e ospiti per arricchire la storia di questo grande Attore. Ascolta il podcast radio della prima puntata ufficiale

I 37 episodi, nelle sue tematiche, della serie completa “Storia di un Italiano” sono stati proiettati secondo  in Mediateca Regionale Pugliese, via Zanardelli 30 a Bari.

 

Attore di prosa, di cinema o cantante?
Indeciso su cosa sarebbe diventato in futuro, Alberto Sordi, oggi può raccontarci cento anni di Storia d’Italia, rendendola interessante e divertente soprattutto per i giovani studenti, grazie ai tanti personaggi che ha interpretato nella sua lunga carriera cinematografica.
Un attore dal successo senza fine, la cui carriera iniziò col doppiaggio: fu voce di Cary Grant e persino di Marcello Mastroianni, senza dimenticare che è stata la vera voce storica di Oliver Hardy in Stanlio e Ollio grazie alla vittoria di un concorso promosso dalla Metro Goldwyn Mayer tra la fine del ’37 e il 1939.
Alle scuole elementari il piccolo Alberto già andava in tournée per l’Italia con la piccola compagnia del “Teatrino delle marionette” e a 10 anni cantava da soprano nel Coro delle voci bianche della Cappella Sistina; da un giorno all’altro (un miracolo?) la sua voce subì una metamorfosi passando a quella di basso e diventando una delle caratteristiche distintive più apprezzate dell’amato attore.
Debitore ai Bersaglieri per aver accolto per sé da piccolo le feste del pubblico della fanfara in corsa, come se quegli applausi fossero per lui, negli anni del servizio militare è stato musicista, come il padre, ed ha suonato piatti e timpani nella Banda Presidiaria.