Bifest, Benigni incanta Bari. Fellini:«Ha il fascino dei personaggi delle fiabe»

Bifest, Benigni incanta Bari. Fellini:«Ha il fascino dei personaggi delle fiabe»

30 Agosto 2020 0 Di Raffaella Fasano

«Eppure credo che se ci fosse un po’ più di silenzio, se tutti facessimo un po’ più di silenzio forse qualcosa potremmo capire». Sono tra le parole più famose del cinema di Federico Fellini recitate da Roberto Benigni esattamente trent’anni fa quando nel 1990 usciva La voce della Luna, ultimo sogno cinematografico del regista. Benigni protagonista del film, insieme a Paolo Villaggio, passa il tempo ad inseguire la luna nei pozzi.

In Arena di piazza Prefettura, ieri sera, Roberto Benigni ha ricevuto, dalla presidente del Bari International Film Festival Margarethe von Trotta, il premio Federico Fellini in platino per l’eccedenza artistica.

A leggere la motivazione il direttore artistico Felice Laudadio:«Il premio viene consegnato ad una delle principali personalità del cinema italiano ed internazionale all’attore, alla autore satirico, allo sceneggiatore, al regista e al premio Oscar Roberto Benigni. Un artista a 360 gradi che nel corso della sua straordinaria carriera ha saputo divertirci, emozionarci e commuoverci come pochi altri nella storia del cinema e della televisione riuscendo a dimostrare che, se usati con sapienza intrattenimento e cultura, ironia e saggezza, impegno civile e sberleffo, irriverenza ed eleganza, poesia e satira,  possono costituire una miscela unica formidabile ed irresistibile per conquistare il pubblico italiano ed internazionale. Una delle qualità più preziose alla base dello sguardo e dell’arte di Roberto Benigni è la sua curiosità nei confronti del gli altri e della vita presa non troppo sul serio ma con ironia, lungimiranza e partecipazione da trasferire a storie e personaggi indimenticabili come quelli di Non ci resta che piangere, Il piccolo diavolo  e La vita è bella film che brillano nel firmamento del cinema italiano accanto a quelli di Fellini».

«Ha il fascino dei personaggi delle fiabe, delle grandi invenzioni letterarie. Rende credibile qualunque personaggio e tutti può abitare. Amico degli orchi e delle principesse, dei ranocchi che parlano, Roberto Benigni è come Pinocchio» Federico Fellini

«Awe, come stat? Felice di essere a Bari di nuovo, è una città che amo tantissimo. C’è Decaro in sala? Che bel sindaco. Voglio credergli se mi trova una casetta qua intorno, dove mangiare patate riso e cozze e sgagliozze”.  Ha salutato il pubblico di Bari con la prima battuta in dialetto. Per Benigni anche il Premio Alberto Sordi come miglior attore non protagonista per il ruolo di Geppetto nel film “Pinocchio” di Matteo Garrone. E’ salito sul palco di piazza Libertà accolto da un lungo e caloroso applauso, “Antonio vieni qua – ha detto al sindaco Decaro seduto in platea – , ci baciamo in bocca, pure col Covid. La prossima volta vengo io con un regalo per te».

«A Roberto Benigni, comico travolgente, regista geniale, grande interprete di umanità e sentimento, giocoliere delle parole, il dono più prezioso che la città di Bari possa offrire ai suoi ospiti, con l’augurio che San Nicola, protettore dei marinai e delle imprese audaci, lo accompagni nel suo straordinario viaggio artistico e spirituale. La Città di Bari con affetto in occasione di una magica serata della XI edizione del Bifest». E’ la motivazione che accompagna la sacra “manna di San Nicola” che il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha donato al premio Oscar Roberto Benigni.

Sul palco, dopo i saluti, una intervista con il regista e giornalista David Grieco, parlando del film Pinocchio, di Fellini, di Checco Zalone, della Puglia e del prossimo film.

#RobertoBenigni sul palco del #Bifest2020 con il regista e giornalista David Grieco

Pubblicato da Radio Social Web su Domenica 30 agosto 2020

Non si è risparmiato Roberto Benigni per l’ottava serata Bari international film festival. Coinvolge il pubblico con la sua ironia, racconta gli aneddoti dei suoi incontri con Francis Ford Coppola e Robin Williams, della sua passione per Fellini, del quale durante il lockdown ha rivisto tutti i film, e per Pinocchio, «l’unico vero protagonista della letteratura italiana».