Milena Mancini, miglior attrice non protagonista per il film “A mano disarmata”

Milena Mancini, miglior attrice non protagonista per il film “A mano disarmata”

27 Agosto 2020 0 Di Redazione

Miglior attrice non protagonista a Milena Mancini che riceve il premio Alida Valli per il film “A mano disarmata” con la regia di Claudio Bonivento, che è anche un grande produttore. Il film nasce da un libro che racconta una storia vera di una giovane giornalista di Repubblica, Federica Angeli, che si è occupata con grande passione e dedizione di un’inchiesta sulla mafia di Ostia. Milena Mancini nel film interpreta la sorella della giornalista.

Milena Mancini ha una storia professionale molto interessante nasce come ballerina ed è presente in film importanti girati negli ultimi anni “Il più grande sogno” di Michele Cannucci, “La terra dell’abbastanza” di Damiano e Fabio D’Innicenzo, “Sole cuore e amore” di Daniele Vicari.

«La danza – spiega Mancini – mi ha dato strumenti indispensabili all’arte della recitazione. Quando smesso di ballare è stato perché sentivo l’esigenza di dare una voce a questo corpo e poi credo che per la mia persona sia fondamentale crescere sempre, lo faccio anche nei ruoli che scelgo nelle scelte artistiche che mi permetto di fare è fondamentale in questo momento che si dia spazio ai giovani è meraviglioso che si possono produrre film sulle donne è che lo sappiamo fare meglio di altre persone».

Un film molto delicato che parla di qualcosa che è ancora viva e recentemente ci sono state delle sentenze. L’attrice è entrata in un mondo reale che il film aveva l’impegno di restituire correttamente e quindi c’è stata una grande responsabilità. Sul palco dell’Arena di piazza Prefettura è stato il critico cinematografico Enrico Magrelli a premiarla.

 

«La prima responsabilità è stata l’aver interpretato una persona che esiste veramente. Ho avuto il piacere di conoscere Federica, una donna meravigliosa e spesso nelle immagini che si hanno di lei sembra essere molto dura invece è una donna molto solare nonostante tutto, che stimo molto. Il personaggio della sorella di Federica Angeli che ho interpretato era un personaggio più fragile che si permetteva di piangere. Una cosa che spesso le donne non fanno perché la famiglia ti insegna a non farlo o perché tu ti imponi di non farlo e invece in questo ruolo io mi sono scontrata con uno dei limiti che rende le donne uniche che spesso se ne fregano e si esprimono».

A cura di Guerino Amoruso 

Foto di Raffaella Fasano