Festival Monicelli, al Bifest «È arrivato il Cavaliere» e il ricordo di Pupi Avati

Festival Monicelli, al Bifest «È arrivato il Cavaliere» e il ricordo di Pupi Avati

24 Agosto 2020 0 Di Cinestorie

Proseguono al Multicinema Galleria le proiezioni gratuite del Festival Monicelli, organizzato dal #bifest2020.

Particolarmente interessante è stata la proiezione del film “E’ arrivato il Cavaliere” con protagonista un comico che oggi è un po’ dimenticato, Tino Scotti.
Il film, attualmente indisponibile in DVD o in streaming legale, e che ha goduto di poche messe in onda Televisive in RAI, è stato proiettato al Multicinema galleria nella copia originale in pellicola restaurata dal CSC nel 2001.
Viene firmato da “Steno e Monicelli”; questo vorrebbe dire che probabilmente ci ha lavorato più Steno (Stefano Vanzina) che Monicelli, dato che l’ordine dei loro nomi nei titoli di testa attribuiva maggior paterintà all’uno o all’altro.

Il film, del 1950, viene qualche film dopo “Totò Cerca Casa” (Monicelli-Steno del 1949) e ne ripropone la struttura a gag, della classica farsa che per aumentare il ritmo comico inserise a profusione inseguimenti e capitomboli alla velocità “Ridolini” ovvero velocizzati rispetto al naturale. Ne ripropone anche alcuni elementi di successo, come le belle di turno (in questo caso si fa notare una Silvana Pampanini in forma più che smagliante) e il cosìddetto “perseguitato”, ovvero l’ufficiale che impazzisce perché si ritrov sempre tra i piedi dal comico di turno, interpretato sia in “Totò Cerca Casa” che in “E’ arrivato il Cavaliere” da Enzo Biliotti.
Il mattatore incontrastato è Tino Scotti, comico assolutamente di Milano, in contrapposizione ai napoletani Totò e Nino Taranto, che si mostra essere una via di mezzo tra Chaplin e Groucho Marx, con i suoi continui arzigogolamenti lessicali che finiscono per stordire lo spettatore che a volte spegne il cervello e lo segue solo fisicamente.

Steno e Monicelli costruiscono un film “a tutto gag”, il cui unico scopo è salvare un terreno in cui vive sotto terra (!) un condominio (ma perlopiù diventato una famiglia) di poveracci. A conquistare l’atto di proprietà del terreno e a salvarlo dall’esproprio sarà proprio Tino Scotti, all’urlo di “Ghe pensi mi”, titolo della commedia teatrale di Metz e Marchesi a cui è ispirato il film.
Se siete incuriositi dal titolo potete recuperare qui su youtube l’audiodescrizione del film, dove certamente potrete godere dei vari giri di parole del Cavaliere Tino Scotti (e anche di qualche cassato gioco di parole politico), mentre quest’altro link sfizioso ci racconta le vicisstudini censorie del film, sul sito Cine Censura, qui.

Interessante, tra i vari incartamenti visionabili, il giudizio che viene dato del film:
Dato il costante successo commerciale del film comico in Italia, i nostri produttori insistono su questo particolare genere di produzione. Totò, l’attore comico del giorno, comincia però a costare molto; inoltre ha impegni a lunga scadenza, e infine con la sua troppo frequente apparizione sugli schermi corre il pericolo di stancare i suoi ammiratori. Da qui la ricerca di nuovi attori comici, e da qui i nuovi film con Tino Scotti, con Alberto Sordi, con Renato Rascel, con Carlo Croccolo. Tino Scotti, l’attore comico caro ai milanesi, con “E’ ARRIVATO IL CAVALIERE” ha superato lodevolmente la prova. Il film non ha certo speciali requisiti artistici e la sua caratura è in certo modo paragonabile a quella degli altri film comici realizzati in questi ultimi tempi. C’è magari nelle varie sequenze una maggiore freschezza data dalla presenza del nuovo comico – nuovo perchè non è nè Totò, nè Macario – e, inoltre, quelle forzature comiche basate su giuochi di parole e strani equivoci qui ricorrono con meno frequenza.In compenso, “E’ ARRIVATO IL CAVALIERE” è un film abbastanza decoroso e può bene inserirsi, come successo commerciale, nella collana di recenti film comici.”

Pupi Avati a Piazza Prefettura, Bari. Foto di Raffaella Fasano

Ieri sera, a Piazza Prefettura, Il Festival Monicelli si è arricchito di un meraviglioso ricordo personale dipinto dal Maestro Pupi Avati.
Presente a Bari al Bif&st per ritirare insieme al fratello Antonio il Premio Tonino Guerra per il miglior soggetto per “Il signor Diavolo”, Avati ha dichiarato che il Bif&st di quest’anno sarà un “festival memorabile” e poi si è lasciato andare raccontando alcuni aneddoti personali legati a Monicelli e in particolare di quando lui e il regista Toscano, vivendo a Roma nello stesso palazzo (a via del Babbuino), si sono ritrovati anche ricoverati nello stesso giorno, nello stesso ospedale e allo stesso piano, per due infortuni differenti: Monicelli per un brutto incidente stradale, nel 1988, e Avati per Infarto. In particolare Avati sostiene di aver aiutato Monicelli a “nascondere” nella sua stanza la moglie attuale di Monicelli dalla… “moglie” precedente…!!! Potete vedere questi cinque minuti irresistibili qui sotto.

 

Antonio e Pupi Avati ricevono il Premio Tonino Guerra per il film “Il Signor Diavolo”. Foto di Raffaella Fasano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 A cura di Benedetto Gemma