PODCAST: “Nuovo cinema Paradiso”, film indissolubilmente legato a Bari
25 Marzo 2026 0 Di Cinestorie
Al Teatro Petruzzelli, un “cineconcerto” memorabile per un film che ha iniziato la sua strada nella nostra città.
Giuseppe Tornatore è un regista di Cinema con la “C” maiuscola: quello che va visto sul grande schermo, che parla per immagini senza bisogno di lunghi spiegoni, quello che spiazza, emoziona e sorprende. Lo si è capito perfettamente rivedendo alle 9.30 del mattino al Teatro Petruzzelli di Bari il suo film “La migliore offerta”, nell’ambito della retrospettiva a lui dedicata dal Bif&st 2026.
Subito dopo la proiezione, il maestro siciliano ha incontrato il pubblico in un dialogo moderato dal critico Paolo Mereghetti. Durante l’incontro Tornatore ha rivelato un importante dettaglio: tutta la sua straordinaria carriera cinematografica avrebbe potuto non esistere se “Nuovo cinema paradiso” non avesse avuto la sua travagliata storia di produzione e distribuzione, “indissolubilmente legata a Bari”.
La storia completa di quella travagliata avventura la potete ascoltare nel podcast tratto dalla conferenza.

Gli aneddoti più belli raccontati da Tornatore
Tra i momenti più intensi dell’incontro, il regista ha ripercorso le sue origini creative:
«Portavo sempre con me una piccola macchina fotografica. La mia prima “attività creativa” è stata la fotografia”, racconta il regista, “Sin da piccolo avevo l’attrazione per il cinema ma non avevo gli strumenti per fare delle riprese. La macchina fotografica era più accessibile, e quando scoprii la fotografia di Ferdinando Scianna e del mio maestro Mimmo Pintacuda ebbi una folgorazione: si poteva fotografare la vita a sua insaputa. Quindi iniziai a portare una macchina fotografica sempre con me, dai 10 ai 25 anni. È stata una palestra formativa straordinaria: dovendo essere sempre attento a quello che mi accadeva intorno, osservavo per ore, giorni, settimane, mesi le figure umane, come si muovono, come agiscono.»

Tornatore ha poi sottolineato quanto fosse libera quella fase della sua vita:
«Andare in giro e fotografare di nascosto o riprendere in Super8 ai miei occhi rimane l’esperienza più libera della mia vita professionale. Non dovevi convincere nessuno, andare da un produttore a dire “guarda, vorrei raccontare i vecchi che fanno la fila per prendere la pensione”, convincere un distributore, gli agenti, gli avvocati, gli intermediari, i capi di una piattaforma, i co-produttori, l’ufficio stampa, i legali… Lungi da me proiettare un’ombra su quest’altra parte del mio mestiere ma ricordo quegli anni di libertà anche un po’ irresponsabile come i più belli.»
Sulla sua filmografia, il premio Oscar è stato molto chiaro e sincero:
«Sono sicuro di avere fatto solo i film che mi piacevano. Anche quelli che poi non hanno avuto grande successo o sono venuti meno bene, come è normale che accada. Le ferite sono invece relative ai film che non sono riuscito a fare, “Leningrad” e soprattutto “Il sognatore indiscreto“, un film che ho scritto e riscritto per trent’anni, giudicato sempre dai produttori troppo complicato. Era un film non fatto per essere scritto ma per essere direttamente visto. Adesso sto preparando un film mentre un altro è già scritto. Sono contento del mio percorso.»

La serata di emozioni: il cineconcerto di “Nuovo Cinema Paradiso”
La giornata dedicata a Tornatore si è conclusa alle 21.00 con la proiezione della versione “corta” di “Nuovo cinema paradiso” (quella di due ore che ha trionfato in tutto il mondo) accompagnata dal vivo dalla colonna sonora di Ennio Morricone.
L’Orchestra del Teatro Petruzzelli, diretta dal Maestro Pietro Mianiti, ha eseguito in sincrono le celebri note mentre le immagini scorrevano sul grande schermo. Le emozioni sono state fortissime: il Maestro Tornatore, affiancato dalla figlia Marianna, si è visibilmente commosso durante i titoli di coda, quando il pubblico del Petruzzelli gli ha tributato una lunga standing ovation.
Un momento magico che ha unito cinema, musica e memoria in una delle serate più intense del Bif&st 2026.


















